OSSEOTOUCH - Dispositivi medici per chirurgia orale

Corso Clinico Avanzato:
Chirurgia Pterigoidea LIVE con Magnetic Mallet

Una giornata per acquisire una competenza che cambia la gestione del mascellare atrofico

13 giugno 2026
Studio Ideal, Lonato (Brescia)
9:00 - 18:00
380 EUR IVA inclusa
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La riabilitazione del mascellare atrofico: la sfida che divide i clinici

La riabilitazione del mascellare posteriore atrofico resta una delle aree in cui le opzioni terapeutiche dividono maggiormente i clinici. Rialzi di seno con biomateriali e mesi di attesa, impianti zigomatici con chirurgia extra-orale complessa, innesti autologhi con morbidità del sito donatore: soluzioni efficaci, ma che impongono tempi, costi e rischi che non sempre il quadro clinico giustifica.

L'impianto pterigoideo rappresenta un'alternativa concreta e documentata. Consente di sfruttare l'osso nativo della regione tuberale e della lamina pterigoidea per ottenere un ancoraggio bicorticale, senza biomateriali, senza chirurgia ricostruttiva, con possibilità di carico immediato. Il punto critico, per molti clinici, non è la validità della tecnica: è la curva di apprendimento. La zona tuberale è posteriore, la visibilità è limitata, le frese rotanti perdono prevedibilità nell'osso spugnoso di tipo D3-D4.

È esattamente qui che il Magnetic Mallet cambia le regole

La preparazione del sito avviene senza fresatura rotante, con un controllo assiale millimetrico, senza irrigazione, e con un feedback tattile che conferma il raggiungimento della lamina pterigoidea. Il risultato è una procedura più sicura, più predicibile e con una curva di apprendimento significativamente più rapida rispetto all'approccio tradizionale.

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La tecnica pterigoidea in 3D

Guarda l'animazione che mostra l'anatomia della regione pterigoidea e il posizionamento dell'impianto

Cosa succede il 13 giugno

Il Dr. Andrea Malavasi — chirurgo con oltre 12 anni di esperienza nell'utilizzo del Magnetic Mallet per implantologia pterigoidea — condurrà un intervento chirurgico live su paziente, commentato in tempo reale. Non si tratta di slides o video registrati: i partecipanti osservano direttamente protocolli, scelte cliniche, gestione dell'anatomia e risoluzione dei problemi nel momento in cui si presentano.

Durante la chirurgia verrà dimostrata l'applicazione del kit PT1, progettato specificamente per la preparazione del sito implantare nella regione pterigoidea con approccio magnetodinamico. I partecipanti vedranno concretamente come il Mallet prepara il sito attraverso l'osso spugnoso, come si riconosce il contatto con la lamina, come si gestisce l'asse di inserzione e come si ottiene la stabilità primaria necessaria per il carico immediato.

Il Relatore

Dr. Andrea Malavasi

Dr. Andrea Malavasi

Chirurgo Orale specializzato in implantologia pterigoidea

Oltre 12 anni di esperienza nell'utilizzo del Magnetic Mallet per chirurgia pterigoidea. Il Dr. Malavasi ha sviluppato protocolli clinici predicibili per la riabilitazione del mascellare atrofico posteriore con approccio magnetodinamico, eliminando i rischi delle frese rotanti tradizionali.

Perché partecipare

Questo corso non insegna una teoria. Insegna un protocollo chirurgico che si può portare in studio il lunedì mattina successivo.

Chi partecipa impara a riconoscere quando l'impianto pterigoideo è l'opzione migliore e quando non lo è. Impara i punti di repere anatomici fondamentali — distanza dal tuber, angolo sagittale, angolo assiale — e come misurarli su CBCT e ortopantomografia. Impara a preparare il sito con il Magnetic Mallet, a interpretare il feedback tattile alla lamina, e a gestire le situazioni in cui il protocollo impone di fermarsi.

Il formato live su paziente permette di vedere cosa succede quando la realtà clinica non corrisponde perfettamente alla pianificazione. Come si adatta l'angolazione. Come si gestisce un osso più morbido del previsto. Come si prende la decisione di procedere o di fermarsi. Sono competenze che nessun webinar e nessun manuale può trasferire con la stessa efficacia di un intervento osservato dal vivo.

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Impianti Pterigoidei con Magnetic Mallet: il protocollo che elimina i rischi delle frese

Il problema che ogni implantologo conosce

Il mascellare atrofico posteriore è una delle sfide più complesse in implantologia. L'osso è scarso, la zona tuberale è difficile da raggiungere, la visibilità è limitata. Eppure, è proprio qui che il paziente ha bisogno di impianti per una riabilitazione completa.

La contraddizione delle tecniche tradizionali è evidente: in un quadro di atrofia, dove ogni millimetro di osso conta, il primo gesto chirurgico è prendere una fresa e togliere osso. Il Dr. Andrea Malavasi, con oltre 12 anni di esperienza clinica con il Magnetic Mallet, lo definisce senza mezzi termini: si lavora nella logica di voler mantenere tutto l'osso possibile, e poi si procede a rimuoverlo con le frese. Una procedura contraddittoria nella sua essenza.

Perché le frese tradizionali sono un limite nella zona pterigoidea

L'osso tuberale è di tipo D3-D4: spugnoso, morbido, con scarsa densità corticale. Quando una fresa rotante entra in questo tipo di tessuto, perde prevedibilità. La rotazione genera micro-deviazioni laterali che il chirurgo non può controllare completamente. L'irrigazione necessaria per il raffreddamento riduce ulteriormente la visibilità in una zona già di per sé difficile da raggiungere, nella porzione più posteriore e superiore del cavo orale.

Il risultato: un sito implantare preparato con osso rimosso, qualità ossea peggiorata rispetto a quella iniziale, e una stabilità primaria dell'impianto che resta incerta. Nei casi peggiori, il rischio di deviazione dell'asse può portare a danni a strutture anatomiche delicate come l'arteria palatina discendente.

Come il Magnetic Mallet cambia l'approccio

Il Magnetic Mallet è un dispositivo a percussione magnetica controllata che prepara il sito implantare senza fresatura rotante. La punta si muove con un'escursione massima di un millimetro: questo significa controllo totale della direzione, senza oscillazioni laterali, mediali o distali. Non ha componenti rotanti, non genera riscaldamento osseo, non richiede irrigazione.

Nella zona tuberale, dove le frese perdono il controllo nell'osso morbido, il Mallet entra in maniera assiale e segue esattamente la direzione impostata dal chirurgo. Il feedback tattile è immediato: quando la punta raggiunge la lamina pterigoidea — una struttura ossea densa e compatta — il Mallet si ferma. Questo fornisce una conferma certa che il sito è stato preparato correttamente e che l'impianto avrà un ancoraggio bicorticale.

Compattazione invece di rimozione: osso migliore, non peggiore

Il principio fondamentale che distingue il Magnetic Mallet dalle frese è la compattazione ossea. Invece di rimuovere tessuto per creare lo spazio implantare, il Mallet comprime e condensa l'osso circostante. Il risultato clinicamente misurabile è un osso che passa da qualità D4 a D2-D3: più denso, più stabile, con migliore capacità di osteointegrazione.

Questo significa stabilità primaria superiore, possibilità di carico immediato, e un contesto biologico più favorevole per la guarigione a lungo termine. Nei casi di atrofia severa, dove ogni frammento di osso nativo è prezioso, la differenza tra rimuovere e compattare diventa determinante per il successo dell'impianto.

Sicurezza nella zona più critica

La gestione delle complicanze nella regione pterigoidea è un tema che preoccupa molti clinici. L'approccio con Magnetic Mallet sposta il paradigma dalla gestione alla prevenzione.

Se durante la preparazione il chirurgo non incontra la resistenza della lamina pterigoidea, il protocollo prevede di fermarsi: niente frese, niente impianto. Il Mallet fornisce un riscontro tattile inequivocabile che le frese rotanti non possono dare, perché una fresa taglia indistintamente osso spugnoso e corticale. Il Mallet no: si ferma davanti alla corticale.

Anche in caso di errore nell'asse di inserzione, la correzione è semplice: la punta si estrae e si riposiziona. Non c'è osso rimosso irreversibilmente, non c'è un canale fresato che vincola la direzione. La procedura è intrinsecamente più sicura perché è intrinsecamente più reversibile.

Visibilità e ergonomia: vantaggi pratici in sala operatoria

L'assenza di irrigazione non è un dettaglio tecnico secondario. Nella zona tuberale, il chirurgo chiede al paziente la massima apertura della bocca per avere visibilità. Aggiungere un flusso di acqua in questa posizione compromette la collaborazione del paziente e la chiarezza del campo operatorio.

Con il Magnetic Mallet, il campo resta asciutto e visibile. Lo strumento è meno ingombrante di un manipolo con fresa e irrigazione, e la direzione di lavoro è perfettamente assiale. Per un intervento che richiede precisione millimetrica in una zona con margini anatomici stretti, questi vantaggi ergonomici si traducono direttamente in sicurezza e predicibilità.

Il protocollo: dall'incisione all'impianto

Il protocollo per impianti pterigoidei con Magnetic Mallet segue una sequenza precisa. Dopo l'incisione crestale e l'identificazione dei punti di repere anatomici (distanza dal tuber, angolo sagittale e assiale misurati su CBCT), la preparazione del sito avviene interamente con il Mallet.

La punta viene posizionata nella direzione calcolata e avanza progressivamente attraverso l'osso spugnoso fino a raggiungere la lamina pterigoidea. Il contatto con la lamina viene confermato dal feedback tattile: la punta si ferma. A quel punto, una singola fresa pilota a bassa velocità perfora la corticale della lamina. Il sito viene finalizzato e l'impianto inserito, con un ancoraggio bicorticale che garantisce stabilità primaria per il carico immediato.

Per chi è indicato

L'approccio con Magnetic Mallet per impianti pterigoidei è indicato per chirurghi implantologi che trattano mascellari atrofici posteriori e cercano un'alternativa predicibile a:

  • Grandi rialzi di seno mascellare con biomateriali e tempi di attesa lunghi
  • Impianti zigomatici con chirurgia extra-orale complessa
  • Ricostruzioni ossee con innesti autologhi e morbidità del sito donatore

L'impianto pterigoideo con Magnetic Mallet consente una riabilitazione in osso nativo, senza biomateriali, con possibilità di carico immediato e gestione delle complicanze paragonabile a qualsiasi altro impianto convenzionale.

Guarda il webinar introduttivo

Approfondisci i principi della tecnica con il webinar completo del Dr. Malavasi

Contenuto basato sul webinar clinico del Dr. Andrea Malavasi, chirurgo con oltre 12 anni di esperienza nell'utilizzo del Magnetic Mallet per implantologia pterigoidea. Il webinar completo è disponibile sul canale YouTube OSSEOTOUCH.

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Dettagli pratici

Il corso si tiene il 13 giugno 2026 presso lo Studio Ideal a Lonato (Brescia), con inizio alle ore 9:00 e durata dell'intera giornata. La quota di partecipazione è di 380 euro IVA inclusa. I posti sono limitati dalla capienza della sala operatoria: il formato live richiede numeri contenuti per garantire visibilità e possibilità di interazione diretta con il relatore.

Scarica il programma completo (PDF)

Domande Frequenti

Perché usare il Magnetic Mallet per impianti pterigoidei?

Il Magnetic Mallet prepara il sito implantare senza fresatura rotante, con controllo assiale millimetrico e feedback tattile immediato al raggiungimento della lamina pterigoidea. Nell'osso spugnoso D3-D4 della regione tuberale, le frese rotanti perdono prevedibilità mentre il Mallet mantiene controllo totale della direzione. La compattazione ossea invece della rimozione migliora la densità da D4 a D2-D3, garantendo stabilità primaria superiore.

A chi è rivolto questo corso?

Chirurghi implantologi che trattano mascellari atrofici posteriori e cercano un'alternativa predicibile a grandi rialzi di seno mascellare con biomateriali e tempi di attesa lunghi, impianti zigomatici con chirurgia extra-orale complessa, o ricostruzioni ossee con innesti autologhi e morbidità del sito donatore. È richiesta esperienza base in implantologia convenzionale.

Cosa include la quota di partecipazione?

380 euro IVA inclusa. Include: partecipazione all'intervento chirurgico live su paziente, dimostrazione protocollo completo con kit PT1, materiale didattico, possibilità di interazione diretta con il relatore durante l'intervento.

Quanti posti sono disponibili?

I posti sono limitati dalla capienza della sala operatoria. Il formato live richiede numeri contenuti per garantire visibilità ottimale e possibilità di interazione diretta con il relatore. Si consiglia di iscriversi il prima possibile.

Come si raggiunge lo Studio Ideal a Lonato?

Lo Studio Ideal si trova a Lonato del Garda, in provincia di Brescia. È raggiungibile dall'autostrada A4 (uscita Desenzano del Garda/Sirmione), a circa 20 minuti dall'aeroporto di Verona Villafranca e 40 minuti da Brescia centro. Parcheggio disponibile nelle vicinanze della struttura.

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